Santuario di Cannicella

 

Fu scoperto  nel 1884 dall’ingegnere  Riccardo Mancini, nel corso degli scavi da lui effettuati nell’ampia necropoli di Cannicella, in cui vennero alla luce per primo un grosso muro di blocchi di tufo sovrapposti ed in seguito un complesso sistema di strutture murarie,canalette di adduzione e deflusso delle acque e due vasche. Accanto alla vasca più grande, sopra una piattaforma rialzata, fu rinvenuto un altare circolare, vicino al quale  avvenne l’eccezionale scoperta di  una statuetta di marmo di Nasso, opera greca della fine del VI secolo a. C., nota come  “Venere di Cannicella” .La scultura, attualmente conservata al Museo Civico “Claudio Faina”, testimonia la presenza di un’area sacra all’interno della necropoli. La zona interessata dallo scavo di Mancini,  che fu richiuso e interrato in pochi mesi, è stata oggetto di nuove indagini a partire dal 1977. Le nuove campagne di scavo,  condotte dall’Istituto di Archeologia dell’Università di Perugia, hanno riportato alla luce il santuario ed altre  strutture importanti  oltre quelle già scoperte nell’Ottocento.

 

 

 

 

Bibliografia    

  1.                   Bizzarri, C. Curri, Magica Etruria, Firenze, 1968 
  2. Stopponi, Gli Etruschi a Orvieto, Orvieto 1985
  3. E. Feruglio, Le necropoli etrusche, in G.M. Della Fina, Storia di Orvieto. I Antichità, Città di Castello, 2003
  4. Roncalli, I culti, in G.M. Della Fina, Storia di Orvieto. I Antichità, Città di Castello, 2003
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